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Cambia questa pessima abitudine di pensiero. Ti allontana da obiettivi e felicità!

Gabriele Pagnini - Ing. del Pensiero

Gabriele Pagnini - Ing. del Pensiero

Cambia questa abitudine di pensiero

C’è una “abitudine di pensiero”, molto diffusa, che ci impedisce di ottenere i risultati che desideriamo.

Modificare questo modo di pensare può migliorare in modo radicale la tua vita.

Vuoi scoprire se anche tu cadi in questo “errore”? 

Vuoi capire come puoi migliorare la tua vita, grazie ad una semplice domanda?

In questo articolo parlerò di:

  • come un grande tennista, aiutato da un coach, è “risorto” dopo un periodo buio
  • la semplice domanda che può sconvolgere – in meglio – la tua vita
  • come puoi usare il tuo “atteggiamento mentale” per mettere il turbo al tuo percorso di crescita

L’abitudine di pensiero nemica dei tuoi risultati e della felicità

Tutti i giorni, in tutte le direzioni, con tutti i mezzi possibili…

… c’è qualcuno che, da qualche parte nel mondo, cerca di insegnarci l’arte del:

«Che cosa non funziona?»

Cosa dici? Sembra solo a me che…

… quasi tutte le informazioni che ci piombano addosso facciano riferimento a situazioni critiche, se non catastrofiche?

È vero, in effetti ci sono tante situazioni che non funzionano ma… che cosa accadrebbe se cambiassimo alla radice questo modo di pensare?

Ti racconto una storia, poi proviamo a ragionarci un po’.

L’incredibile carriera del tennista Andre Agassi

Ci sono state tre tappe fondamentali nella carriera del famoso tennista Andre Agassi.

L’ascesa

Dopo un’ascesa vertiginosa iniziata a soli sedici anni, nel 1995 vinse ben 7 titoli. A venticinque anni era diventato il più forte giocatore di tennis al mondo!

Un talento naturale, istintivo e anche molto ribelle. Si ricordano i suoi look da mohicano, i suoi jeans strappati, il suo orecchino e le sue unghie tinte di rosso fiammante!

La discesa

Dopo questo periodo di luce, all’improvviso… il buio!

Problemi personali, infortuni, qualità di gioco a dir poco imbarazzante…

Nel 1997 era sceso alla 143° posizione nella classifica mondiale.

Ecco, adesso tutti si sarebbero posti la classica domanda: che cosa non stava funzionando?

La rinascita

Nel 1999 riprende la scalata e nel 2003, contro tutte le previsioni…

… riconquista il 1° posto. Aveva 33 anni!

Com’è stato possibile? Che cos’è successo in quei tre anni? 

Leggendo la sua storia su Wikipedia o su altre fonti, troverai mille spiegazioni ma in pochi ti racconteranno che…

… Andre Agassi, nel momento più buio della sua carriera…

.. ha cercato e incontrato un altro numero uno al mondo: Anthony Robbins.

Formatore e mental coach di tre Presidenti degli Stati Uniti, di innumerevoli campioni sportivi e leader aziendali.

Come ha fatto Robbins ad aiutare Agassi a tornare primo al mondo? Semplice.

Ha eliminato quel “non” dalla classica domanda che siamo abituati a porci: «Che cosa NON ha funzionato?»

… e ha diretto la sua attenzione sul periodo positivo del giocatore:

«Che cosa funzionava quando Agassi era primo al mondo?»

È proprio questa la differenza tra un coach e la maggior parte delle persone che tentano di aiutarti.

Su che cosa si concentra un coach?

Noi coach ci soffermiamo poco sull’analisi di che cosa non ha funzionato. Lo facciamo quel tanto che basta per trarre utili insegnamenti per il futuro.

Dedichiamo la gran parte del lavoro e dell’attenzione su che cosa ha funzionato… e sta funzionando!

Strano, no?

Aspetta! Non sarai anche tu una/o di quelle/i che adesso mi dice:

«La mia vita è un disastro, non c’è niente che funziona! Con me avresti poco su cui lavorare!»

Permettimi un gioco.

Ti regalo un milione di euro (non è vero, ma fai finta che io te li dia davvero) se mi dici almeno tre cose che hanno funzionato nella tua vita…

… e nell’ultimo anno?

… e nell’ultimo mese?

… e ieri?

Sono certo che ne troverai ben più di tre!

È vero, facciamo tutti difficoltà a trovare “che cosa funziona” nella nostra vita. Purtroppo conosciamo anche bene il perché.

La causa è di quella malefica abitudine che cercano di inculcarci:

L’arte del “non funziona” di cui ti parlavo!

Se continuiamo a raccontarci solo le cose che non hanno funzionato

… e ci siamo abituati a vedere il mondo con quel binocolo…

come possiamo risalire dopo una caduta?

Si dice che Michael Jordan sia il giocatore che ha fatto più errori nella storia del basket americano… ma è anche stato il più grande giocatore di tutti i tempi.

Pensi che lui, nella sua vita, si sia focalizzato sugli errori o sui suoi record positivi?

Cambia questa abitudine di pensiero 1

Una parentesi su una mia esperienza professionale

Nella mia attività da consulente e da coach, ho potuto fare molte esperienze in ambito aziendale.

Vuoi sapere quante aziende fanno riunioni e dedicano tempo per analizzare situazioni che NON hanno prodotto il risultato atteso?

Circa il 60%.

E, secondo te, quante analizzano in dettaglio le situazioni positive? Quelle che hanno fatto raggiungere, o persino superare, gli obiettivi desiderati?

Vuoi saperlo?

Zero. Sì, ho detto zero.

Nessuno “perde tempo” ad analizzare le cose che hanno funzionato!

«Porta a casa e stai contento…» si dice dalle mie parti.

I cazziatoni e le lavate di testa per quello che non ha funzionato… quelle sì che si pensa siano importanti e… guai… che non accada più!

Ti suona familiare?

Come ha fatto Anthony Robbins ad aiutare il grande tennista?

Come ti avevo accennato prima, Agassi era un giocatore molto istintivo. Certo, si allenava con impegno, ma godeva di un talento puro. Il suo gioco era del tutto spontaneo e, in un certo senso, inconsapevole.

Era diventato primo al mondo.

Con grande impegno… ma senza sapere davvero come ci fosse arrivato!

Se glielo avessimo chiesto, ci avrebbe risposto: «Perché so giocare meglio degli altri!»

Ma noi coach sappiamo che le cose non stanno così.

Era primo al mondo perché aveva un atteggiamento mentale da primo al mondo!

Leggi con attenzione questa frase. Costituisce la base del coaching e, a maggior ragione, della mia Ingegneria del Pensiero.

In molti dovrebbero leggerla almeno trecento volte.

Era primo al mondo perché aveva un atteggiamento mentale da primo al mondo!

Utilizzava un certo “modo di pensare”

Ma il bello è che, nella prima ascesa, lui non lo sapeva. Non ne era consapevole!

Lui credeva, come la maggior parte degli atleti, che vince chi gioca meglio.

Quindi su cosa ha lavorato il coach?

  • Lo ha aiutato a prendere consapevolezza di questo suo essere il primo al mondo.
  • Di questo suo sentirsi il primo al mondo.
  • Di questo suo comportarsi come si comporta un primo al mondo.

Queste le domande chiave:

«Quando eri primo al mondo…

… a che cosa pensavi?

Quali erano le tue convinzioni?

Qual era il tuo atteggiamento mentale?

Qual era il tuo modo di pensare?

Come ti comportavi …?»

Robbins e Agassi, hanno guardato e riguardato decine di volte i video delle partite che Andre aveva vinto. Analizzati nei minimi dettagli.

Attenzione! Non per osservare il colpo da campione o la tecnica usata, ma per notare le espressioni del suo stato mentale: come entrava in campo, con che sguardo, con quale mimica del viso, con quale postura, con che atteggiamento fisico…

… le espressioni del suo stato mentale vincente.

… e per concludere?

È stato un lavoro di consapevolezza. Un fine e accurato lavoro per ritrovare quello stato mentale, che lui ben conosceva, ma del quale non aveva mai preso coscienza.

E tu?

Quanto credi sia importante per te:

  • cambiare atteggiamento mentale di fronte a situazioni difficili?
  • saper trovare soluzioni originali e tue?
  • arrivare ai tuoi obiettivi con più facilità?

Possiamo fare tanto per migliorare il nostro atteggiamento mentale, grazie allo strumento principe della mente: il pensiero.

Ma il pensiero deve essere allenato, per creare quella “abitudine a pensare” che può condurci a “mettere il turbo”.

La mia esperienza nel coaching e nella Ingegneria del Pensiero mi dà conferme quotidiane su questa impostazione.

Proteggiti da chi ti vuole tenere in quel modo di pensare orientato solo al: «che cosa non funziona».

Vai verso il “che cosa funziona” e prendine coscienza!

Poniti in quell’atteggiamento mentale che Agassi aveva dimenticato e che poi lo ha riportato nella posizione che meritava di ricoprire! Primo al mondo!

Focalizzati su una cosa che funziona e…

… osserva le tue azioni… i tuoi pensieri… le tue parole e…

goditi i frutti del tuo nuovo atteggiamento mentale

Che cosa accadrebbe alla tua vita se iniziassi a pensare in questo modo? Se iniziassi ad “allenare il tuo pensiero”?

Quanto la tua vita potrebbe migliorare con un solo cambio di direzione passando da:

«Che cosa NON funziona?»

a «Che cosa funziona?»

Un piccolo cambiamento in una semplice domanda ha stravolto la carriera di Agassi. Questo è ciò che accade quando modifichi le tue “abitudini di pensiero”!

Ciao e come sempre… viva la curiosità!

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