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Il Vento del Cambiamento: una metafora per vivere meglio i periodi di incertezza

Gabriele Pagnini - Ing. del Pensiero

Gabriele Pagnini - Ing. del Pensiero

Tempo di lettura: 3 minuti circa

Il mare.

Può essere piatto, calmo, mosso, in burrasca.

E il vento?

Lui c’è o non c’è.

Gli piace cambiare direzione e intensità

… può soffiare teso o a raffiche…

… può essere caldo o freddo… umido o secco…

Abito in una città di mare e non potrei vivere senza il mare. Senza potermi immergere e nuotare o semplicemente senza passeggiarci dentro, con l’acqua a mezza gamba.

Oggi voglio parlare di mare e di emozioni, di vento e di cambiamento.

Non trovi che il mare e il vento, siano una fantastica metafora per parlare della nostra relazione con le emozioni? Del nostro vivere il cambiamento?

Pensa alla serenità, alla gioia, alla paura, alla rabbia!

Pensa all’ultima volta che hai vissuto dentro una di queste emozioni.

Ti ricordi…

… quel momento di serenità

… e che gioia in quella occasione…

che paura quella volta che

… e quando ti sei arrabbiato con…

Non era come essere immerso dentro l’acqua di quel mare?

L’acqua, come l’emozione, ti avvolge totalmente.

Ti può sostenere e ti può soffocare…

… e, anche se sei un buon nuotatore, è sempre lei la protagonista.

Quando l’acqua è calma e tiepida, ti coccola. Un lieve movimento e galleggi senza fatica.

Quando è fredda, invece, ti mette in uno stato di tensione e non riesci a goderti nulla di ciò che stai facendo.

Quando è mossa diventa pericolosa, si può trasformare in una nemica. Per difenderti devi essere un nuotatore esperto e non puoi farti sovrastare da lei.

Poi ci sono le insidie, i pericoli nascosti, gli imprevisti

Avevo quindici anni. Erano gli anni ’70. In quel periodo in mare c’era una piattaforma galleggiante che, con gli amici, raggiungevamo per andare a fare i tuffi. Si nuotava un po’ ma non era molto impegnativo arrivarci.

Un giorno ho voluto fare l’eroe. Ci sono andato da solo. Tutto bene, all’andata.

Tuffi, tuffi e ancora tuffi. Quante cose avrei potuto raccontare di quella avventura!

Il tempo passava e l’energia diminuiva. Ero sfinito e forse mi rimaneva quel filo di benzina per tornare quando…

… quando ecco che

si alza, improvviso, il vento.

Il vento del cambiamento!

I nostri nonni lo chiamavano il garbino, quello che fa “cambiare il tempo”.

Soffia da terra verso il mare. Forte. A raffiche.

Un vento che… allontana la terra!

Non l’ho chiamato io ma è arrivato lo stesso.

Avrei potuto starmene sulla piattaforma e aspettare qualche aiuto

… invece sono partito a nuoto andando contro quel vento!

Ho rischiato veramente di non farcela ma, per fortuna, il serbatoio della mia riserva di energia era più grande di quanto potessi pensare.

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Ho un’idea. La trovi alla fine dell’articolo.

A riva i miei amici sguazzavano nell’acqua bassa. Giocavano a colpire la palla che, sballottata dal “garbino”, prendeva traiettorie imprevedibili.

Il vento del cambiamento!

Anche in questo periodo si è alzato improvviso un forte vento di cambiamento

… e tu

dov’eri e cosa stavi facendo?

Eri sulla piattaforma sfinito e lontano dalla riva o stavi giocando a pallone nell’acqua bassa o cosaltro?

… e

… adesso? Com’è il mare delle emozioni in cui stai vivendo?

Che strana combinazione quella tra il vento del cambiamento e il mare delle emozioni!

Quella volta, sulla piattaforma, il vento non ha mosso il mare eppure…

… lo stesso mare, nel quale fino ad un attimo prima stavo vivendo gioia e serenità, si è trasformato in una fonte di terribile paura.

Senza pensarci tanto, col cuore a mille, mi sono buttato e ho nuotato con tutte le mie forze, contro quel vento “nemico”. Ce l’ho fatta!

Oggi credo che sia stata proprio quella paura a salvarmi.

Quella sana paura che ha cercato in tutti gli angolini più nascosti del serbatoio e che ha trovato vitali e insperate energie.

Buon tutto e buon vento!

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