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La resilienza della capra: come trasformare il “nulla” in qualcosa di prezioso

Gabriele Pagnini - Ing. del Pensiero

Gabriele Pagnini - Ing. del Pensiero

Tempo di lettura 3 minuti circa

la resilienza della capra

Qualche anno fa in Egitto, durante unescursione in pieno deserto roccioso, ho visto da lontano una specie di bivacco, montato in mezzo al nulla (guardando con attenzione la foto, lo trovi mimetizzato quasi al centro).

Ho chiesto alla guida: «Scusa… ma è una tenda… abitata da qualcuno?»

«Certo» mi ha detto lui: «Sono nomadi».

Io: «Macome vivono e che cosa mangiano?»

«Pane e latte di capra!» mi ha risposto, come se fosse la cosa più normale al mondo.

Avevo un po’ di tempo e tanta curiosità così, scarpinando in quel tratto di deserto, mi sono avvicinato.

In effetti l’unica cosa diversa da ciò che si vedeva da lontano erano una decina di capre e un paio di caprette vicino alla tenda. Vivevano brucando il nulla in mezzo ai sassi, garantendo la sopravvivenza di unintera famiglia di nomadi.

Oggi voglio parlare di capre, del “nulla e di resilienza!

Incuriosito da quanto accaduto, al ritorno dal viaggio, mi sono documentato. Ho scoperto che questo straordinario animale, di fatto, può mangiare qualsiasi cosa ed è capace di trasformare tutto, o niente (dipende dai punti di vista), in un pregiatissimo latte.

Non è fantastico?

Pensa…

l’uomo, dall’alto della sua posizione evolutiva, per vivere nei posti più inospitali al mondo, si deve servire del sistema digerente della sua umile compagna capra

… che partendo da qualsiasi cosa, o dal “nulla”, riesce a produrre ottimo latte.

Qualche anno dopo, in qualità di formatore, sono stato chiamato a parlare di resilienza.

Sai di che cosa si tratta?

Beh… intanto ti dico che le prime protagoniste a cui ho pensato, nel preparare quell’intervento, sono state proprio quelle capre nel deserto.

Che cos’è la resilienza

Semplificando un ricordo dei miei studi ingegneristici, definirei la resilienza  come un termine utilizzato in tecnologia per misurare la resistenza di un materiale, sottoposto ad un carico, prima di rompersi.

Poi la psicologia si è impossessata di questa parola per definire la capacità di una persona nel reagire di fronte a traumi, difficoltà e situazioni di crisi. L’attitudine dell’individuo ad adattarsi in maniera positiva in una condizione negativa e traumatica.

Oggi, negli scenari di crisi ricorrenti ai quali credo ci dovremo abituare, si sente parlare sempre più spesso di resilienza con una visione ancora più ampia. Nello sviluppo personale, e soprattutto nel coaching, ci piace pensare che ci siano delle persone che, oltre a resistere e reagire positivamente a situazioni difficili, riescono a fare molto di più.

Il loro impegno produce anche qualcosa di nuovo e di utile. Qualcosa che prima della situazione di crisi non c’era e dopo c’è.

Quanto credi sia importante e utile Saper Pensare, Saper Comunicare e Sapersi Relazionare?

Ho un’idea. La trovi alla fine dell’articolo.

Cosa dici?

Pensi che la mia decisione di ispirarmi alla capra sia stata una buona idea per parlare di resilienza?

Io credo che la vera resilienza stia proprio nel riuscire a trovare qualcosa, dove gli altri vedono il “nulla”. La capra, in mezzo alle rocce, dove noi vediamo il nulla, non rinuncia a cercare e quasi sempre trova quel filo d’erba nascosto sotto un sasso.

Il “nulla” è “nulla” solo per chi crede che sia il “nulla”!

E tu?

Quante volte hai continuato a cercare, nonostante davanti a te sembrava esserci solo il “nulla”?

Quante volte sei riuscito a trovare qualcosa di utile, dove gli altri vedevano il “nulla”?

Credo che questa sia la vera resilienza!

Non so perché, data la straordinaria qualità di questo umile animale, noi uomini utilizziamo la parola “capra” per offendere un nostro simile.

Misteri della razza umana!

Io invece mi sento di usare questa parola per farti un grande augurio: Capra!

Che tu possa avere la resilienza della capra!

… che tu possa essere capace di trovare sempre qualcosa di utile, dove gli altri vedono il “nulla”!

.. che tu possa avere gli strumenti per trasformare quel “nulla” in un latte speciale con il quale alimentare te stesso, le persone a te vicine e chissà chi altro!

Che tu possa essere come una meravigliosa e resiliente capra!

Buona resilienza!

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