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Libera la tua Energia Potenziale!

Gabriele Pagnini - Ing. del Pensiero

Gabriele Pagnini - Ing. del Pensiero

energia potenzialeQualche giorno fa ero in salotto e mi è capitata una cosa stranissima.

Dopo anni che nessuno lo toccava è partito un carillon con la sua inquietante musichetta.

Lì per lì mi sono spaventato. «Ma che diavolo succede?», mi sono detto: «Cosa c’è il fantasma dell’opera in giro per casa?»

Sono andato a dormire un po’ scosso ma la mattina dopo, a mente fredda, ho pensato: «Da quanto tempo quella molla, che sicuramente qualcuno aveva caricato un po’ di tempo fa, stava lavorando silenziosamente senza che nessuno se ne accorgesse, per arrivare ad esprimersi in una unica clamorosa azione?»

Chissà quante volte carichiamo le nostre molle e poi ce ne dimentichiamo. La molla, da quel momento, inizia un lento lavoro per cercare di esprimere la sua energia potenziale.

Potrebbe non riuscirci mai, oppure, un giorno… boom!!!

Mi piace pensare che questo possa essere vero per tutte le nostre potenzialità inespresse. Al nostro interno, quante molle sono pronte a liberare la loro energia?

Prendiamo in mano ogni tanto i nostri carillon e verifichiamo.

Potrebbero essere già carichi e aspettare solo il via per iniziare a suonare nuove melodie.

(liberamente tratto dai “Pensieri Spericolati” di Gabriele Pagnini)


Energia Potenziale: di cosa si tratta?

Sono passati molti anni da quando, studente in ingegneria, mi impegnavo con grande “passione” negli esami di Fisica e Meccanica Razionale.

Quasi sempre le definizioni, dopo averle studiate e ri-studiate, vanno a finire nel dimenticatoio, ma i concetti che ci avevano colpito per fortuna restano.

Così è stato per me, in relazione a questo interessante abbinamento di parole: Energia Potenziale.

Non ti sembra quasi una contraddizione in termini?

Si tratta di un’energia che racchiude un potenziale bloccato da qualcosa o qualcuno…

un’energia invisibile sempre pronta a manifestarsi che però potrebbe rimanere “imprigionata” anche per sempre…

…un’energia che, per esprimersi, ha bisogno di trasformarsi in qualcos’altro!

Una questione, sicuramente misteriosa, che mi aveva colpito a suo tempo e continua a stimolarmi ancora oggi.

Proviamo ad andare avanti in questo mio strano sviluppo di pensiero logico-umanistico.

Evito noiose spiegazioni da ingegnere e ti porto qualche semplice esempio

Nel sistema gravitazionale, come sai, qualsiasi oggetto è attirato da quella enorme calamita che si chiama terra. Tanto più distanziamo un oggetto dal suo polo di attrazione (la terra appunto), quanto più lo carichiamo di una energia cosiddetta potenziale. Tanto più lo allontaniamo, quanto più l’oggetto ne risulterà attratto (questa situazione ti ricorda qualcosa? A me sì).

Umanizzando l’oggetto, mi piace pensare alla sua energia potenziale come ad un ardente desiderio di lanciarsi verso la sua amata terra in una irrefrenabile voglia di cadere, un’indomabile spinta a trasformare il suo potenziale “imprigionato” e statico, in energia del movimento verso qualcosa (gli ingegneri la chiamano energia cinetica).

Pensa ad un quadro appeso al muro. Tutta la vita fermo lì, a cercare di staccare il chiodo e… finalmente… cadere!

Guarda il tuo fedele smartphone, imprigionato nelle tue salde mani o ben appoggiato su quella robusta piana del tavolo. Eppure, lui vorrebbe liberarsi e buttarsi giù in una meravigliosa caduta. Il tuo scopo è quello di non farlo cadere, di proteggerlo, ma, pensaci, chi stai proteggendo? Stai salvando lui o il tuo portafoglio dal costo della riparazione? Lui comunque è sempre attento, la sua energia potenziale è sempre pronta a sprigionarsi. Ti distrai un attimo e… via, verso il suo polo di attrazione, verso la sua desiderata terra!

Oggi non mi occupo più di fisica e meccanica, mi occupo di potenziale umano, tema altrettanto complesso e di certo più misterioso.

In generale mi dedico a cercare, e spesso anche a trovare, “spericolate intersezioni” tra l’ingegneria e le dimensioni umanistiche del mondo.

In particolare, mi dedico a facilitare le persone nel liberare quei potenziali spesso nascosti e sconosciuti anche a chi li custodisce dentro di sé.

Mi occupo di aiutare quel quadro che decide di staccarsi dal suo chiodo dopo essere rimasto fermo, magari anche in un bel posto e in bella mostra, per tanti, troppi anni.

Qual è il nostro vero polo di attrazione, il “senso della nostra vita”?

Chi tiene bloccata l’energia potenziale che è dentro di noi e perché?

In quale altro forma di energia vorrebbe esprimersi? per fare cosa? per arrivare dove?

Sono partito da queste domande circa quindici anni fa.

Avevo trovato in me una nuova energia potenziale e stavo decidendo se e come tentare di liberarla ed esprimerla.

Un giorno parlando di questo con tre carissimi amici…

… il più realista mi disse: «Lascia stare, continua a fare l’ingegnere che è meglio per te e per tutti. Stai partendo da domande scomode con sviluppi imprevedibili. Ci hai mai pensato? Che cosa succederebbe se otto miliardi di persone, invece di accontentarsi di quel tanto che gli basta, iniziassero a cercare il senso delle loro vite? Lascia stare!”

… l’altro, altrettanto realista ma molto più scettico: «Secondo me al massimo troverai “quattro gatti” che forse ti seguiranno per curiosità e per il resto non succederà niente di clamoroso!”

… il terzo, un soggetto un po’ strano che vive permanentemente sulle nuvole: «Mi piace questo concetto. Pensa… se quell’enorme potenziale, liberandosi, iniziasse a fluire e trasformarsi in altre forme di energia, magari pulita, piena di libertà, creatività, leggerezza, amicizia, piena di collaborazione, di senso…?”

Se tu quel giorno fossi stato lì con me, come quarto amico, cosa mi avresti detto?

Buon viaggio e come sempre… viva la curiosità!

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