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Lo Zainetto dei Pensieri: una breve storia che renderà più leggera la tua vita

Gabriele Pagnini - Ing. del Pensiero

Gabriele Pagnini - Ing. del Pensiero

Ho scritto questa metafora con il desiderio di condividere con i lettori una mia visione del viaggio della vita.

Quanti pesi inutili portiamo nel nostro “zainetto dei pensieri!”storia

Ma poi, quando ci serve qualcosa?…

Buona lettura.

(tratto dal mio libro Ingegneria del Pensiero)

____________

Quando sono nato, di fianco alla culla, ho trovato uno zainetto vuoto con sopra scritto il mio nome.

Non ho mai saputo esattamente chi me lo avesse lasciato e con che scopo.

Senza farmi domande, l’ho messo in spalla e di tanto in tanto ci ho messo dentro… pensieri, esperienze, abitudini, convinzioni, parole, storie… ma… senza criterio e senza particolare attenzione.

Io crescevo e anche lo zainetto magicamente si trasformava divenendo sempre più grande, con tante tasche, taschine, scomparti e divisori. Era così comodo e avvolgente che spesso dimenticavo di averlo in spalla.

Era diventato una parte di me.

Continuavo a riempirlo… o forse continuava a riempirsi da solo… e il suo peso aumentava in una progressione impercettibile ma inesorabile.

Un giorno, durante una bella giornata di sole, camminando cullato dai miei pensieri, arrivo in un posto semideserto: l’aria è strana e il respiro faticoso. Che caldo, che sete!

A bordo strada c’è un povero arbusto, anche lui accaldato e assetato. Mi siedo, cercando riparo nella sua timida ombra.

Penso tra me e me: «Ecco, questa è finalmente una buona occasione per dare un senso allo sforzo fatto fino ad oggi nel portare con me questo pesante fardello!».

Apro lo zainetto e comincio a cercare, senza neppure sapere cosa e da dove iniziare.

Che disordine, che confusione!

Rovistando trovo di tutto: molte cose sono rotte e inutilizzabili; altre belle e pulite; poche appaiono in ottimo stato; alcune non sembrano neppure le mie.

Ecco finalmente una bottiglietta d’acqua, una di quelle con il tappo a corona. Sarà ancora buona? Come posso aprirla? Cerco ancora… impossibile trovare qualcosa in questa baraonda… dovrei tirar fuori tutto… ma… poi… avrò voglia di rimettere tutto dentro?

Chissà perché mi porto dietro questo carico pesantissimo se poi, quando mi serve qualcosa, non riesco a trovarla; non so neppure se c’è quello che sto cercando!

Sono stanco e assetato, ho una bottiglietta in mano e non sono in grado di aprirla…

… che situazione!

Nel frattempo, incuriosito dall’insolita scena, si avvicina un vecchietto. Sguardo fiero, bastone in mano e cappello in testa.

Mi guarda.

Sembra volermi aiutare in qualche modo.

Lo fisso negli occhi e lui, per niente intimorito, mi dice: «Buongiorno, tutto bene?»

«Mica tanto» rispondo «non avrà per caso qualcosa per aprire questa bottiglietta?»

Lui: «No, no, io no. Tu, in quello zaino così ben fornito, avrai sicuramente ciò che ti serve. Cerca bene. Se vuoi io ti posso aiutare a tenere le cose mentre tu cerchi».

Io: «Ok grazie».

Prendo il coraggio a due mani e inizio a rovistare.

Che cosa c’è in questa tasca? e qui sotto?

Questo? si può eliminare.

Chiedo aiuto: «Mi può tenere aperto qui, mentre guardo lì sotto? Grazie!»

Questo lo metto qui, a portata di mano, questo qua sopra.

Ma guarda un po’ dove si era nascosto… il cavatappi… eccone un altro… non posso crederci, ne ho addirittura tre. Questo è il migliore, userò questo.

Il vecchietto: «Visto? ero certo che avresti trovato qualcosa di utile per te, per questa situazione».

Finalmente posso aprire la bottiglia e guardando con riconoscenza il prezioso aiutante gli chiedo: «Ha sete? ne vuole un po’?»

Lui, senza alcuna esitazione: «No grazie. Goditi pure la tua meritata acqua. Sei tu che hai fatto la fatica di portare lo zaino fino a qui».

Ognuno di noi porta con sé uno zainetto più o meno pesante, più o meno comodo, più o meno ingombrante, più o meno ordinato.

Quante cose utili abbiamo nel nostro zainetto? a volte senza neppure saperlo? a volte senza sapere dove sono e come possiamo usarle?

Chi di noi, in ogni situazione, sa andare a colpo sicuro ed estrarre dallo zainetto ciò che gli serve in quel preciso momento?

Adesso posso ripartire.

Sono soddisfatto: ho iniziato a fare qualcosa di importante per me.

Ora alcune cose utili sono lì, a portata di mano e so dove trovarle.

Di certo per sistemare il mio zainetto, o anche solo alcune sue parti, ci vorrà tempo e dedizione ma, un po’ alla volta, posso e voglio farlo.

Il vecchietto mi guarda e sorride.

Lo zainetto è più leggero ed io sono più sereno.

Posso ripartire.

Buon viaggio a tutti e come sempre… viva la curiosità!

(tratto dal mio libro Ingegneria del Pensiero)

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