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Le 3 Chiavi Nascoste per raggiungere i tuoi obiettivi

Gabriele Pagnini - Ing. del Pensiero

Gabriele Pagnini - Ing. del Pensiero

obiettivi da raggiungere foto

Hai degli obiettivi da raggiungere?

Bene, è un ottimo punto di partenza.

Sai come fare?

Beh… qui la faccenda si complica parecchio. È per questo che ho voluto scrivere questo articolo.

Voglio darti una mano a muoverti in questo intricato percorso fatto di tante strade. Io te ne indicherò una molto efficace…

… ma farò molto di più: ti dirò anche quello che nessuno ti dice!

Ti indicherò “3 chiavi nascoste” che possono fare la differenza tra il raggiungere e il NON raggiungere i tuoi obiettivi. Le troverai utilissime.

Seguimi in questo mio sviluppo e, dopo aver letto l’articolo, potrai raggiungere i tuoi obiettivi e…

… ottenere molto, molto di più!

Obiettivi da raggiungere: un buon percorso

Per lavorare sugli obiettivi, una delle discipline migliori è, senza ombra di dubbio, il coaching.

Un percorso di coaching (Wikipedia), che possiamo definire “classico”, di solito segue queste principali fasi:

G – Goal: definire correttamente gli obiettivi da raggiungere

R – Reality: analizzare bene la situazione di partenza

O – Options: generare opzioni e scegliere la migliore soluzione

W – Will: creare un buon piano d’azione (orientato al raggiungimento degli obiettivi definiti)

Questi sono i passi “canonici”, insegnati in tutte le migliori scuole di coaching, che costituiscono le principali linee guida per un coach.

Il modello (noto come GROW) serve quindi ad aiutare il cliente a:

  • definire i suoi obiettivi
  • progettare il modo per raggiungerli
  • raggiungerli

Cosa ne pensi di aggiungere qualcosa?

Come promesso ti voglio suggerire le 3 chiavi che ti daranno una marcia in più per ottenere i tuoi risultati.

Chiave Numero 1

Potrà sembrarti strano ma la principale causa del non raggiungimento di un obiettivo è la sua cattiva formulazione.

Sì, hai capito bene!

La prima volta che mi hanno detto questa cosa, stentavo a crederci. Poi la lunga esperienza nel mio coaching e nella mia Ingegneria del Pensiero, mi ha dato conferma assoluta su questo fronte.

La maggior parte delle volte che non raggiungiamo obiettivi, dipende dal fatto che gli obiettivi non sono “ben comprensibili” per la nostra mente.

La Chiave numero 1 è allora:

Formula bene l’obiettivo.

Poni particolare attenzione alla stesura dell’obiettivo anche in termini puramente linguistici.

L’obiettivo deve essere:

  • espresso in forma scritta
  • formalmente corretto
  • ben comprensibile

Chiave Numero 2

Quando devi scegliere qualcosa, qualsiasi cosa, preferisci scegliere tra poche possibilità o tra molte?

Nel momento in cui programmi un viaggio, ti accontenti di vedere un paio di pieghevoli o preferisci poter scegliere tra dieci, venti o cinquanta cataloghi? Quando vai in pizzeria e ti portano un menù con tre pizze, come ci rimani?

Questo è il punto: la pigrizia. Quando cerchiamo soluzioni o strade da percorrere, molto spesso siamo pigri. Ci accontentiamo. Questo è un errore grave!

Non sto parlando della fase di scelta, ma della fase di ricerca delle possibili opzioni.

La Chiave numero 2 è allora:

Genera il maggior numero di opzioni possibili.

La O del GROW sta infatti per:

O – Options: generare opzioni e scegliere la migliore soluzione

Prima devi generare quante più opzioni ti è possibile, poi ne scegli una. Per poter scegliere una buona strada, devi averne a disposizione tante!

Se hai poche possibilità, perché sei stato pigro in fase di “generazione”, la tua scelta sarà per forza una scelta limitata.

La nemica in questa fase è la pigrizia!

Quali sogni stai lasciando nel cassetto?

Ho un’idea. La trovi in fondo all’articolo.

Chiave Numero 3

La storia di Massimo

Per consegnarti la terza chiave nascosta, la cosa migliore che posso fare è raccontarti una storia.

Qualche tempo fa, mi ha cercato un giovane di nome Massimo. Voleva conoscermi e sapere qualcosa in più sul mio coaching e sulla mia Ingegneria del Pensiero. Dalla sua prima telefonata ho intuito che conosceva già le basi di questa disciplina. Solo dopo ho capito che voleva anche mettermi un po’ alla prova.

«Buongiorno Massimo»,

è un ragazzone alto quasi due metri, sui trent’anni e con un fisico atletico.

Due parole per rompere il ghiaccio, poi apro il dialogo con alcune domande quasi banali:

«Da dove partiamo, Massimo, hai già avuto qualche esperienza nel mondo del coaching? In che cosa pensi che consista la professione di un coach?»

Lui: «In effetti mi sono documentato e mi sono anche confrontato con qualche amico. Credo che un coach sia una persona che aiuta il suo cliente ad ottenere risultati».

Io: «Certo, è una delle cose che fa. E come pensi che possa aiutarlo in questo difficile compito?»

«Ottimizzando al massimo il modo per raggiungere gli obiettivi. Il massimo risultato col minimo sforzo».

(Potrebbe interessarti anche Come scegliere un vero coach con una sola domanda)

Cominciavo a capire che Massimo, anche se con educazione, voleva mettermi alle strette sull’efficienza del mio metodo.

Gli rispondo: «Ottimo, il massimo risultato col minimo sforzo? Si chiama efficienza! Hai degli obiettivi da raggiungere? C’è qualcosa in particolare che vuoi fare? Quando?»

Lui senza esitazione mi risponde: «La maratona di New York. Quest’anno!».

«Bene. E in che tempo di percorrenza vuoi arrivare in fondo?»

«In meno di 4 ore!»

«Ok. Ce l’ho un metodo straordinario» gli dico dritto per dritto.

«Vedi, questa che ho in mano? Sembra una penna, invece è una bacchetta magica che uno stregone indiano mi ha regalato qualche anno fa. Se vuoi, posso farti raggiungere il risultato che desideri con una sorta di magia. A partire da adesso, entrerai in uno stato ipnotico e ti sveglierai direttamente sotto il traguardo della maratona. Alzerai le braccia al cielo e, con enorme soddisfazione, vedrai sul tabellone 3 ore e 59 minuti.

Risultato raggiunto!

Più ottimizzato di così! Niente allenamenti, fatica, sacrifici, obiettivi parziali, studio, difficoltà, ostacoli…

… nulla… solo quel fantastico momento: l’obiettivo finale!»

Punto la penna, anzi la “bacchetta magica”, verso di lui e gli chiedo:

«Cosa dici? Procedo? Mi stai chiedendo questo?»

Massimo, davanti a me, è disorientato. Forse si sta chiedendo con che razza di “fenomeno” stia parlando.

Io incalzo: «Allora? Procedo?»

Dopo ti dirò come è andata a finire la storia di Massimo e della sua Maratona di New York. Adesso però voglio tornare a te che stai leggendo.

Immagino che tu stia aspettando la terza chiave che ti ho promesso, la più preziosa!

obiettivi da raggiungere foto 2

Raggiungere i nostri obiettivi nel più breve tempo possibile, è la cosa più importante?

Lo chiedo a te:

Se, di fronte ad un tuo obiettivo, io ti facessi questa sorta di “magia”, mi considereresti un buon coach?

Ti piacerebbe raggiungere i tuoi obiettivi senza neanche sapere come ci sei riuscito? …

… ti interesserebbe tagliare il traguardo, senza fare nessuno sforzo per arrivarci?

Senza imparare nulla durante il percorso?…

Che cosa ne pensi? Non è importante che tu lo dica a me. Rispondi a te stesso, rifletti!

La maggior parte delle persone che mi contattano, crede che raggiungere gli obiettivi sia il massimo che si può ottenere da un percorso di coaching.

Se poi si riuscisse anche a fare tutto in poco tempo, senza fatica e con costi bassi…

… ancora meglio!

Un miracolo di efficienza, insomma!

E allora? Cosa c’è di meglio di una bella “magia”?

No!

Il coaching non è magia. Se cerchi questo tipo di soluzione non ti rivolgere ad un coach professionista. Rivolgiti ad un mago.

Il valore di un percorso verso un obiettivo NON è solo il raggiungimento dell’obiettivo stesso!

Ti dirò di più: in alcuni casi l’obiettivo potrebbe passare addirittura in secondo piano!

Il valore principale del percorso verso un obiettivo è il percorso stesso.

È la crescita che puoi vivere durante il percorso. Questa è la terza chiave.

Se vai avanti a magie, avrai sempre bisogno del mago. Dopo la maratona di New York, per correre quella di Boston, avrai bisogno ancora del mago… e ancora… e ancora… avrai sempre bisogno del mago.

Un vero percorso di coaching deve aiutarti a trasformare tutto quanto incontri sulla tua strada nei veri maestri che ti facciano comprendere…

… come puoi vivere al meglio un TUO percorso di crescita,

… come puoi rendere più efficace il TUO ciclo di apprendimento,

… come puoi migliorare… la gestione del TUO tempo,

… lo sviluppo dei TUOI piani d’azione,

… la TUA relazione con la disciplina,

… come puoi far emergere e allenare le TUE risorse e le TUE abilità

… come puoi diventare la miglior versione di te stesso ed essere capace di raggiungere i tuoi obiettivi in totale autonomia…

Questo è ciò che ti puoi aspettare da un vero percorso di coaching.

Ti racconto la fine della storia

Massimo, tra le tante belle cose, ha anche corso la maratona di New York in 3 ore e 50 minuti. Non ha avuto bisogno né di me, né di un mago. Ha chiesto aiuto ad un suo amico preparatore atletico.

Con me però ha deciso di fare un percorso di coaching.

Oltre ad aver raggiunto tanti risultati sul piano personale e professionale, ha capito che…

… allenamenti, fatica, sacrifici, obiettivi parziali, studio, difficoltà, ostacoli…

… costituiscono i veri e principali “maestri”. Sono loro che possono trasformare una preparazione in un reale percorso di crescita.

Obiettivi da raggiungere: riepilogo

Concludo questo articolo con un breve riepilogo.

Siamo partiti da un modello (chiamato GROW), che possiamo chiamare “classico”. È ciò su cui si basa un percorso di coaching finalizzato al raggiungimento di obiettivi.

G – Goal: definire correttamente gli obiettivi

R – Reality: analizzare bene la situazione di partenza

O – Options: generare opzioni e scegliere la migliore soluzione

W – Will: fare un buon piano d’azione (orientato al raggiungimento degli obiettivi definiti)

Ti ho poi consegnato “3 chiavi nascoste” che possono fare la differenza quando si hanno obiettivi da raggiungere. Spesso vengono tralasciate, ma la mia esperienza mi dice che sono fondamentali.

Chiave numero 1: formula bene l’obiettivo

La principale causa del non raggiungimento di un obiettivo è la cattiva formulazione.

Poni, quindi, particolare attenzione alla stesura dell’obiettivo anche in termini puramente linguistici. L’obiettivo deve essere:

  • espresso in forma scritta
  • formalmente corretto
  • ben comprensibile

Chiave numero 2: genera il maggior numero possibile di opzioni

Per poter scegliere una buona strada, devi averne a disposizione tante!

Prima devi generare quante più opzioni ti è possibile, poi ne scegli una.

La nemica in questa fase è la pigrizia!

Come puoi generare un gran numero di opzioni per il raggiungimento dei tuoi obiettivi? Il modo migliore è imparare l’Arte delle Domande Potenti. Scopri la mia guida gratuita il Potere delle Domande.

Chiave numero 3: gli obiettivi non sono tutto

Non ti accontentare di raggiungere gli obiettivi. Chiedi molto di più!

Tagliare il traguardo senza aver capito nulla di come hai fatto, NON serve a nulla.

Ciò che conta davvero è quello che impari durante percorso.

Ciò che conta davvero è la persona che diventi, vivendo il viaggio con intensità.

Mi piace ricordare una bellissima frase che dice:

“Le persone non fanno viaggi, sono i viaggi che fanno le persone e una persona che parte non è mai la stessa che torna”.

Buon viaggio e come sempre… viva la curiosità!

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